Archivio Aggeo Savioli
       

🎭 Vita e Professione

   

Aggeo Savioli è ricordato come una figura poliedrica all’interno della storia artistica del Novecento e dei primi anni Duemila. Critico teatrale e cinematografico, attivista politico per il partito comunista, poeta, sceneggiatore e infine ma non meno importante, giornalista presso L’Unità dalle cui pagine mosse con rigore metodologico e professionalità, critiche al teatro e al cinema del tempo. Savioli nasce il 18 luglio 1927 nel Comune di Poggio Nativo in provincia di Rieti. Frequenta il Liceo Tasso a Roma e durante l’occupazione nazista della città, dopo il noto capitolo che porta all’armistizio dell’8 settembre 1943, collabora con gli studenti di tutte le scuole superiori della capitale ad una rete solidale contro i nazisti. In particolare, con il gruppo fondato insieme a Luigi Pintor ed Alfredo Reichlin denominato Unione Studenti Italiani, si fa promotore di un importante organismo di resistenza contro l’occupazione tedesca, a cui parteciparono studenti di eterogenea estrazione sociale e politica. Nel 1947 pubblicò le sue prime cinque poesie sulla rivista milanese Il Politecnico, diretta da Elio Vittorini. Al 1955 risale la sua prima esperienza come curatore di testi per la cinematografia, quando collabora alla stesura della sceneggiatura del film Gli sbandati, di Francesco Maselli, regista con cui collaborò negli anni successivi ai contenuti di: La donna del giorno, nel 1956 e I delfini, nel 1960. Al 1961 risale la sua collaborazione come sceneggiatore per la pellicola Il Colosso di Rodi, di Sergio Leone. Dal 1946 al 1983 si dedica con passione al giornalismo, lavorando come redattore e poi come collaboratore presso la testata L’Unità in veste di critico teatrale e cinematografico. Negli anni ’90 del Novecento, collabora con il trimestrale di teatro e spettacolo Hystrio di Milano, che negli anni ha ospitato fra le sue pagine figure di spicco del teatro italiano come: Giorgio Strehler, Giovanni Testori ed Andrea Camilleri. Nel 2001 è insignito del Premio Flaiano sezione teatro per il suo lavoro di critico teatrale. Tra il 2005 e il 2006 pubblica Ritagli di tempo e Sonetti, due raccolte di poesie con componimenti legati al periodo della Resistenza, ed altri testi che sottolineano l’influenza che De Filippo, Pirandello, Shakespeare e Visconti hanno avuto sulla sua formazione. Nel 2005 partecipa al documentario Elio Preti – Appunti su un autore, nel quale interpreta se stesso. Il lavoro è diretto da Federico Bacci, Nicola Guarnieri e Stefano Leone, presentato alle Giornate degli Autori della 62 ͣ Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Savioli muore a Roma, il 4 febbraio 2017, all’età di 89 anni.

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Aggeo Savioli

   

   

        Archivio Savioli    

📚 Archivio di Aggeo Savioli

L’amore per il teatro, nazionale ed internazionale, sono testimoniati dal suo cospicuo archivio personale donato dopo la sua morte al Centro Studi sul Teatro Napoletano, Meridionale ed Europeo di Napoli, diretto da Antonia Lezza dalla moglie, Mirella Acconciamessa. Il Centro Studi è un’associazione culturale fondata nel 1988 il cui scopo principale è ispirato allo studio e alla ricerca nell’ambito del Teatro Napoletano e non solo, oltre che alla formazione. Periodicamente vengono ospitati seminari interdisciplinari, anteprime di spettacoli teatrali con la collaborazione di artisti legati al teatro meridionale e nazionale, presentazione di libri di testo e di poesia, eventi di vario tipo con lo scopo di creare utili contatti e scambi nell’ambito del teatro, del cinema e della letteratura. Il centro pone molta attenzione nei rapporti con i giovani, studiosi e studenti mettendo a disposizione consulenze specifiche, promuovendo tirocini e stage, contatti con le Università locali e internazionali, organizzando e curando pubblicazioni con particolare riguardo per il tema del teatro meridionale. La Biblioteca del Centro custodisce materiale afferente al patrimonio teatrale nazionale, in particolare campano. Va segnalata l’edizione completa del teatro di Antonio Petito, Roberto Bracco, di Raffaele Viviani e di Eduardo De Filippo, opere a stampa di drammaturghi contemporanei quali Annibale Ruccello, Leo De Berardinis, Enzo Moscato, Manlio Santanelli, Ruggero Cappuccio. La Biblioteca è inoltre fornita di numerosi volumi relativi alla critica teatrale e di documenti quali foto di scena, note di regia e locandine degli spettacoli più significativi della seconda metà del Novecento. L’Archivio Savioli si colloca onorabilmente tra il patrimonio del Centro, arricchendolo con locandine, paratesti teatrali, cataloghi di festival, di teatri e compagnie, riviste e alcuni volumi di teatro, cinema e fotografia che non si limitano al territorio nazionale. Il patrimonio, oggetto di inventariazione e acquisizione digitale, consta di materiale organizzato direttamente da Savioli stesso tra il 1956 e il 2003.

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💾 Progetto di Digitalizzazione

       

L’Archivio Savioli consta di 42 faldoni dal 1956 al 2003 e arriva presso il Centro Studi sul Teatro Napoletano, Meridionale ed Europeo di Napoli nel 2011. La regola di riferimento per l’ordinamento, stabilita dallo stesso Savioli, è impostata sull’ordine cronologico. Tutti i faldoni sono soggetti a questa regola, ad eccezione del primo che raccoglie materiale degli anni ’50, e dell’ultimo che raccoglie pubblicazione del 2000. Nel 2012 vengono effettuate le prime operazioni di schedatura con la collaborazione del prof. Francesco Russo, docente di Bibliografia e Biblioteconomia presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, concentratasi sul decennio 1950-60. Nel 2014 viene effettuata una seconda schedatura guidata dalla dott.ssa Emanuela Ferrauto che amplia le schede inserendo nuove voci: aiuti e assistenti alla regia, autori degli adattamenti, autori delle traduzioni, ecc. Il materiale è molto eterogeneo con programmi di sala che riportano il nome dell’opera, il teatro e le date precise in cui viene rappresentata; vi sono libretti che riportano, talvolta la medesima opera, ma che sono stampati diversi mesi prima della rappresentazione e non riportano le date e i luoghi ma unicamente la stagione teatrale. Altre tipologie sono quelle dei libretti delle compagnie teatrali che ne descrivono l’intera stagione; poi programmi di Festival e Rassegne, brochure di qualche pagina, riviste ed appunti dattiloscritti. Da queste prime unità descrittive nel 2018 sono state messe in atto diverse operazioni di reperimento fondi tra cui una giornata di crowdfunding per il finanziamento di una Borsa di Studio finalizzata, appunto, alla digitalizzazione dell’Archivio. Dopo la parentesi legata alla pandemia daCOVID 19 la Prof.ssa Lezza ha indetto una riunione tra esperti per partire con il progetto di acquisizione delle immagini. Le prime operazioni di digitalizzazione sono state curate dalle dott.sse Marina Mecheri e Maria Senatore Polisetti e sono state portate a termine nel 2021, data nella quale è partita la mappatura OCR, l’operazione di nomenclatura dei file e la metadatazione per ottimizzare i dati e creare finalmente l’attesa teca digitale.

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Digitalizzazione